A che stato della materia è l’amore? Liquido, solido, gassoso? E’ come vento, che soffia tra i pensieri e fa sbattere le imposte della nostra anima? E’ come acqua che accarezza le rocce e si insinua nei pertugi del nostro corpo e fluisce intorno al cuore? E’ come pietra, eterno e imperturbabile, assoluto e immutabile sotto pioggia e vento e fuoco?
O non è forse, l’amore, un passaggio di stato? Non ha forse bisogno, l’amore, di evaporare e condensare e solidificare piano piano? Il vapore si fa acqua e l’acqua si fa ghiaccio. E questa non è dopo tutto una strada di conoscenza? Come si può dire di conoscere davvero l’acqua altrimenti? Magari il vapore vorrebbe solo restare tale. Appena il freddo tutto intorno comincia a condensare le sue molecole, forse teme di perdersi e si oppone al passaggio. Un fremito di paura volatile che si fa acqua...
Proteggere il proprio stato. E’ sì, è naturale. Ma evolvere e conoscere le potenzialità del nostro sviluppo non è forse una meravigliosa motivazione per aprirsi alla trasformazione? Così anche l’acqua limpida e vivace trema nel sentirsi solidificare. Ma se accetta di farlo e tiene gli occhi aperti, sentirà crescere la forza della massa e sarà conquistata dal riverbero scintillante di luce negli strati del ghiaccio. Se resta a occhi chiusi, invece, sente solo la paura e pensa solo a ciò che non è più.
Così: cos’è l’amore? Ciò che pensiamo che sia? O ciò che sperimentiamo davvero, fino in fondo? Così per Amore e Psiche. Finchè il dio Amore resta nel suo Olimpo con la pretesa di non essere Visto dalla sua amata, finché Psiche non spegne la sua mente preoccupata e influenzabile, entrambi non ascoltano profondamente quello che accade nel loro corpo e nel loro cuore. Si accontentano di vivere l’amore ad un solo stato: immutabile. E credono che sia la felicità. Non vedono altre possibilità e non si accorgono che la forma presa dal loro amore è falsata, non è nella realtà.
Psiche non resiste alla curiosità e tradisce il patto. Guarda Amore. Ecco il passaggio di stato! Accidentalmente, vittime dell’umana fragilità, i due amanti non hanno alternative: devono separarsi. E’ il volere degli dei, Amore compreso. Ma la trasformazione prosegue, una nuova dimensione anche percettiva. Psiche intuisce che fuggire in ogni dove non la salverà "Chissà che quello che stai cercando da tanto tempo tu non lo trovi proprio là (dov’è il pericolo)?" si chiede. E così decide di recarsi proprio da Venere origine di tutti i loro guai. Là, ferito, giace anche Amore "E così i due amanti passarono una notte triste, divisi e separati l’uno dall’altro sotto lo stesso tetto."
Questo è il tempo della vera conoscenza. Ciascuno si riappropria della sua identità. Ciascuno lascia agire il cambiamento e una nuova strada emerge nel mondo delle possibilità. Amore ascolta il suo cuore, aldilà dei condizionamenti. Psiche affronta gli Inferi nonostante la paura. E agli Inferi si incontrano davvero. Senza veli, senza patti. Si guardano nella realtà di ciò che sono, lontani dall’idealità vissuta fino a quel momento. E si Conoscono, finalmente. E si scelgono, questa volta senza condizioni. Amore va in aiuto a Psiche nonostante la sua imperfezione e Psiche, fattasi pian piano più coraggiosa e solerte, si guadagna il favore degli dei divenendo essa stessa una dea. Ciò che pareva impossibile è stato realizzato. Le regole dell’Olimpo, a guardarle bene, hanno le loro eccezioni. Ma bisogna dimostrare di essere disposti a percorrere la strada più impervia, quella dapprima rifuggita. Bisogna non accontentarsi di una via di mezzo. Senza conoscenza non c’è vero amore, ma non c’è vera conoscenza senza il coraggio di lasciar andare la nostra immagine e i suoi attaccamenti.
La prima via per aprire il cuore passa attraverso il lavoro sul corpo. Un corpo teso e contratto si accompagna ad una respirazione e ad una mente agitata, ed entrambi portano alla chiusura del cuore, e all’impossibilità di amare. Siamo così abituati a risiedere in uno stato di non amore, come i pesci a vivere nell’acqua, che di solito non ne siamo consapevoli.
Le prime esperienze del seminario sono dirette a favorire il cambiamento verso: corpo rilassato, mente silenziosa, cuore aperto, contatto profondo. Come? Attraverso un lavoro sul respiro, sulla postura, sul massaggio, sull’automassaggio. Utilizzeremo anche tecniche di induzione e autoinduzione di stati profondi.
Lo stato profondo è uno stato di ricettività e apertura non solo sensoriale, ma anche emotivo, mentale e spirituale: si aprono così le porte di accesso all’intuizione e alla saggezza preconscia, che normalmente si manifesta solo attraverso i sogni.
A questo punto, accordati i nostri strumenti, siamo pronti a suonare insieme. Insieme possiamo aiutarci a comprendere con chiarezza gli ostacoli che mettiamo sulla via dell’amore, e possiamo aiutarci a lasciarli andare, elicitando le specifiche qualità dell’essere che favoriscono la nostra apertura e fiducia nell’incontro con l’altro.
Ci occuperemo anche di visitare le storie personali che hanno generato chiusura e sofferenza. Trasformeremo gli attaccamenti e i condizionamenti del passato, favorendo il libero scorrere della nostra energia vitale e creativa, per accedere al senso di pienezza e significato del nostro essere al mondo.
Utilizzeremo modelli e tecniche di PNL umanistica, corenergetica, costellazioni famigliari, analisi transazionale, in base alle esigenze del gruppo e dei singoli casi che tratteremo.