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13-02-2007 Cambiare prospettiva mentale
Il mondo di oggi appare in crisi profonda, politica, ideologica, ecologica. Da una parte assistiamo a continui progressi tecnologici, addirittura sbalorditivi e inimmaginabili solo qualche decennio fa; dall'altra persistono guerre, carestie, inarrestabile aumento della popolazione, crescente povertà, in un quadro di rapido deterioramento ambientale, distruzione di animali e piante, progressivo attentato alla nostra salute fisica e mentale. Non può stupire se oggi la felicità, la semplice gioia di vivere si va facendo un bene sempre più raro, non solo nel terzo e nel quarto mondo, per ragioni facilmente comprensibili al più disattento osservatore, ma anche qui, da noi, nel primo mondo, ricco e opulento. Come vivono i giovani d'oggi? Che prospettive hanno? Come funziona la scuola, l'università? Da dove originano il bullismo e la violenza negli stadi? Quali opportunità lavorative ci sono? Crisi, nella lingua cinese, significa pericolo e nel contempo opportunità. Quale è l'opportunità che si nasconde nella crisi attuale dei valori, delle certezze, dei modelli di vita tradizionali? Quale nuova via possiamo percorrere per favorire una rinascita personale e collettiva? Quale contributo possiamo dare come singoli e come gruppi? Quale è il cambiamento più importante dal quale iniziare? Tra mille incertezze, ecco finalmente una domanda alla quale possiamo rispondere con sicurezza: il cambiamento più importante, decisivo, fondamentale, è un cambiamento di prospettiva mentale. Un cambiamento nel modo di pensare, di percepire, di sentire. In una parola un cambiamento di paradigma che ci consenta di farci sentire parte di un'intelligenza più grande, in convinbrazione e risonanza con tutto ciò che è, persone, piante, animali, montagne, fiumi, nuvole del cielo, e non più come oggetti separati in continua lotta per la sopravvivenza o per la conquista di beni e privilegi. Da dove iniziare? Da noi stessi, naturalmente. Nel nostro sistema mente-cervello il nuovo paradigma esiste già, da sempre, ultimo frutto dell'evoluzione di un milione di anni. E' lì, pronto per essere attivato. Come una pianta, esso per germogliare ha bisogno di attenzioni e di cure. Ha bisogno di essere coltivato, tutti i giorni, con pazienza. Le neuroscienze con le ultime scoperte (neuroni mirror, cellule fusiformi, apertura del sistema limbico, sostanze informazionali ecc.) stanno confermando le intuizioni tramandateci dai grandi filosofi, saggi, mistici, di ogni tempo: non siamo esseri isolati. La nostra felicità non dipende dai nostri successi esteriori, dai risultati conseguiti, ma dal modo di essere, dal modo in cui viviamo le nostre relazioni con gli altri e con il mondo. Passare dagli stati problema agli stati di risorsa è da sempre il cavallo di battaglia della PNL. Oggi possiamo arricchire questa distinzione fondamentale. Possiamo vedere negli stati di risorsa la porta di ingresso a stati di coscienza allargati, nei quali le vecchie convinzioni limitanti vengono abbandonate e si aprono scenari totalmente nuovi, insospettabili in base ai vecchi schemi di pensiero. In PNL umanistica continuiamo ad esplorare nuovi modelli e tecniche, coerenti con il cambiamento di paradigma di cui sopra. All'interno di questa cornice, le mappe mentali, le costellazioni famigliari e la visione attuale delle neuroscienze si integrano in modo sinergico, aprendo una via davvero entusiasmante alla liberazione della creatività e del potenziale umano presente in ciascuno di noi. Essere felici come persone non è un lusso. Praticare la gioia non è un atto egoistico. E' il più grande atto di generosità nei confronti del nostro corpo (la felicità favorisce la salute), nei confronti del nostro lavoro (la felicità ci rende più svegli, intelligenti, liberi, creativi), nei confronti degli altri (la felicità apre il cuore, ci rende più amichevoli, più pronti all'empatia, all'amicizia, all'amore, alla compassione). La felicità va cercata nel luogo giusto: non nelle dipendenze, nelle droghe legali o illegali, non nell'ozio o nella pigrizia. Non nella compulsiva ricerca di beni materiali ma nell'attività produttiva, concentrata, in cui la nostra attenzione è totalmente assorbita in ciò che facciamo, non più fuorviata dalla continua intrusione di pensieri negativi, inutili, disturbanti, spesso del tutto irreali. La felicità va ricercata stando nel “flusso”, in atteggiamento aperto, recettivo, meditativo, sia che coltiviamo il giardino o che guidiamo nel traffico. In tale stato, il nostro cervello e il nostro corpo vengono inondati di endorfine, serotonina, dopamina, ossitocina, ormoni e peptidi che cambiano la nostra fisiologia, il nostro modo di respirare, percepire, ricordare, memorizzare, pensare, favorendo relazioni di apertura, amicizia, amore, anziché relazioni fondate sulla paura, sulla diffidenza, sul controllo, come accade quando siamo invasi dagli ormoni dello stress. Quando viviamo nella serenità e nella gioia, non solo il nostro sistema immunitario si rinforza, ma abbiamo a disposizione quantità maggiori di fattori di crescita nervosa, che consentono la rapida formazione di nuove connessioni neurali, ovvero l'apprendimento efficace di nuove possibilità. Mauro Scardovelli |