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10-01-2007 La ricerca della felicità
Le antiche tradizioni sapienziali indicano nella meditazione, nella preghiera, nella conoscenza di sé e nell'agire virtuoso, le vie per sciogliere la sofferenza e andare verso la felicità. Gesù ha detto che il comandamento più importante è amare il prossimo come se stessi. Il che implica un profondo lavoro su di sé per trasformare il proprio carattere egocentrico.
Noi viviamo in una società in cui questi insegnamenti si stanno sempre più perdendo. Il presupposto che sta dietro l'economia moderna è l'idea che la felicità deriva dal successo esteriore e dal possesso di beni materiali. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: non solo i poveri nel mondo sono in continuo aumento, non solo l'ambiente è sempre più degradato, ma anche la confusione e l'infelicità stanno guadagnando terreno. Oggi, rispetto a dieci anni fa, un giovane ha una probabilità tre volte maggiore di cadere preda di problemi psicologici. Negli Stati Uniti più di metà della popolazione fa uso di psicofarmaci, cioè di droghe che servono a controllare l'umore. La scienza è sempre più al servizio dell'economia, e quindi anche gran parte della ricerca medica è asservita agli interessi delle multinazionali farmaceutiche, che finanziano la ricerca.
Per trasformare questo quadro non idilliaco, oggi ci sono alcuni ricercatori e istituti di ricerca, dotati dei mezzi più moderni, che con grande onestà e passione stanno lavorando per accrescere la nostra comprensione di come lavora il cervello, di come funzionano le nostre emozioni, di come esse agiscano sulla nostra salute e felicità. E stanno ottenendo risultati straordinari, ancora sconosciuti al grande pubblico (e spesso agli stessi medici e psicologi).
In questo ambito, di recente si è andata affermando una nuova disciplina, che deriva dall'integrazione reciproca di discipline prima separate: la psico-neuro-endocrino-immunologia. Essa non solo sta spostando in avanti la frontiera delle neuroscienze, ma sta contribuendo in modo decisivo a rivoluzionare il paradigma dominante della scienza occidentale. In che direzione? Sorpresa: nella stessa indicata dalle antiche tradizioni sapienziali. A livello profondo, siamo tutti interconnessi, non oggetti separati e pertanto destinati al conflitto e alla competizione continua, come ci faceva credere la scienza meccanicista.
Nelle sue punte più avanzate, la scienza moderna si sta avvicinando agli antichi insegnamenti. Ecco la rivoluzione più importante alla quale stiamo assistendo!
Conoscere gli ultimi risultati di queste ricerche è di importanza fondamentale per chiunque sia interessato alla crescita personale, al lavoro terapeutico, alle relazioni di aiuto. Essi consentono di abbandonare più facilmente una serie di convinzioni disfunzionali, estremamente diffuse, che impediscono il cammino evolutivo, e di abbracciare una nuova visione in grado di sorreggere con autorevolezza le pratiche trasformative più efficaci.
"La ricerca della felicità", che si terrà il 10-11 febbraio 2007, sarà un seminario intensivo, di trasformazione personale e soluzione di problemi, in cui per la prima volta in Aleph si dedicherà un ampio spazio alla spiegazione chiara delle conoscenze di cui sopra:
mente razionale e mente emotiva sistema della felicità e sistema del dolore rapporto tra felicità, salute fisica, creatività-produttività, relazioni sane l'infelicità come stato di impotenza appreso fisiologia dei sequestri emozionali come prevenirli espressione delle emozioni e salute fisiologia della felicità e fisiologia della depressione ansiosa (zone del cervello attivate, neuropeptidi, filtri percettivi, postura, mimica, respirazione ecc.) filtro positivo, filtro negativo e tipi umani liberarsi dai sentimenti negativi coltivare i sentimenti positivi intimità, relazioni di amicizia e salute. Mauro Scardovelli |